Ecologisti e Animalisti: l’ Alleanza Che Può Cambiare il Mondo

Da sempre il mio chiodo fisso è riuscire a far lavorare assieme ecologisti e animalisti.
Anche se non su tutto siamo d’accordo, sono convinto che si possa fare tanta strada insieme e che possiamo imparare gli uni dagli altri.
La grande sensibilità e l’empatia degli animalisti sono, a mio avviso, una manifestazione profonda della necessità di un mondo nonviolento, un mondo che rispetti ogni forma di vita.

Per questo motivo, chi sceglie di votare per me, Eros Tetti, sceglie anche di votare per i diritti degli animali.
Non perché sia un argomento “di nicchia” o da campagna elettorale, ma perché credo che la giustizia ambientale e quella animale siano inseparabili.
Una società che maltratta gli animali non può dirsi civile, e una politica che ignora la loro sofferenza non può essere davvero ecologista.


Io Sostengo il “Plant Based Treaty”

Sostengo apertamente il Plant Based Treaty perché credo che la transizione ecologica passi anche da un cambiamento profondo nel nostro modo di produrre e consumare cibo.
Ridurre lo sfruttamento animale significa ridurre emissioni, consumo di suolo e deforestazione, ma soprattutto riconoscere che la vita non è una risorsa da sfruttare, bensì un valore da custodire.

Il Plant Based Treaty propone tre principi fondamentali che condivido pienamente:

  • RELINQUISH – Rinunciare alla distruzione di foreste e habitat per allevamenti intensivi.

  • REDIRECT – Spostare il sostegno pubblico verso sistemi alimentari plant-based.

  • RESTORE – Rigenerare gli ecosistemi naturali devastati dallo sfruttamento zootecnico.

Questa visione è coerente con il mio progetto politico: costruire una Toscana del Buon Vivere, dove l’ambiente, la salute e la compassione siano alla base delle scelte economiche e sociali.


Faccio Miei i 10 Punti di “Vote for Animals”

Ho deciso di aderire e sostenere pienamente i 10 punti di impegno proposti da Vote for Animals, che considero un programma politico ecologista nel senso più ampio e nobile del termine.
Li faccio miei e li porterò con me nelle istituzioni, se sarò eletto.

Eccoli, con le mie parole:

  1. Abolizione delle gabbie negli allevamenti intensivi. Nessun essere vivente dovrebbe passare la vita in una prigione.

  2. Nuove leggi sul benessere animale che siano davvero vincolanti, con controlli reali e sanzioni efficaci.

  3. Stop ai trasporti a lunga distanza di animali vivi, che provocano sofferenze inaccettabili.

  4. Obbligo di stordimento prima della macellazione, senza eccezioni.

  5. Transizione verso un’alimentazione vegetale, con incentivi per aziende agricole, mense e cittadini.

  6. Fine della sperimentazione animale dove esistono alternative scientifiche valide.

  7. Riconoscimento giuridico dei rifugi e santuari come luoghi di tutela e riabilitazione degli animali salvati.

  8. Lotta al traffico illegale e alla crudeltà negli zoo, nei circhi e nei mercati di animali.

  9. Tutela degli animali da compagnia, contrasto all’abbandono e sostegno ai canili e gattili.

  10. Educazione al rispetto degli animali e della natura, a partire dalle scuole.

Questi dieci punti, insieme, rappresentano una rivoluzione etica e culturale.
Non sono “extra” rispetto all’ecologia: ne sono l’anima più profonda.


Un Futuro Nonviolento È Possibile

Vedo nell’animalismo una straordinaria scuola di empatia, e nell’ecologismo una visione sistemica del mondo.
Mettere insieme queste due prospettive non è solo possibile, è necessario.
Solo così possiamo costruire una società che rigenera invece di distruggere, che protegge invece di sfruttare.

Chi sceglie di sostenermi alle elezioni sceglie anche questo:
una politica che abbraccia la vita in tutte le sue forme, che difende la natura e gli animali, e che riconosce la compassione come una forma di forza, non di debolezza.

Io credo che l’ecologia del futuro sarà anche animalista, e che l’animalismo del futuro sarà anche ecologista.
E credo che insieme possiamo davvero cambiare il corso delle cose.