Il modello lapideo è fuori tempo: serve un fondo regionale per sviluppo alternativo e 1000€ al mese del mio stipendio per una fondazione che dia futuro alle Apuane.

In risposta al comunicato di Pocai Presidente Lapideo di Confindustria.

Comunicato di Eros Tetti, candidato AVS alle Regionali in Toscana

Le parole del presidente Pocai fotografano con chiarezza una realtà che non possiamo più ignorare: il settore lapideo è in crisi. Un comparto che per decenni ha fatto utili milionari continua oggi a chiedere aiuti e normative compiacenti per sopravvivere, mentre i profitti rimangono concentrati nelle mani di pochissimi e i territori pagano un prezzo altissimo in termini ambientali e sociali.

È arrivato il momento di guardare oltre. Non possiamo accettare che intere valli siano sacrificate a un modello che lascia alle comunità solo danni irreversibili e spopolamento.

Un tema cruciale riguarda la marmettola, troppo spesso trattata con leggerezza: si tratta di un materiale che deve essere smaltito con metodi congrui, perché ricco di metalli pesanti e oli esausti, capace di inquinare chimicamente e fisicamente i nostri fiumi, compromettendo la salute degli ecosistemi e delle persone.

Per questo propongo un cambiamento radicale: la tassa marmi non deve più andare ai Comuni delle cave, ma confluire in un fondo regionale destinato alla conversione economica del territorio. Quei fondi devono servire a finanziare nuove attività produttive, turismo sostenibile, artigianato, agricoltura di qualità, ricerca e innovazione: settori capaci di creare molti più posti di lavoro stabili e diffusi rispetto all’escavazione.

Se Confindustria procede sulla via delle riforme necessarie richieste dalle normative europee avrà il nostro sostegno: per questo proponiamo la creazione di un soggetto regionale dedicato a sostenere questo percorso, capace di intercettare fondi, promuovere la transizione ecologica e produrre energia a costi più bassi per le imprese. Su questo terreno c’è piena convergenza. Ma siamo in totale disaccordo con il presidente del settore lapideo che continua a fare richieste fuori tempo massimo, ancorato a un modello che non ha futuro.

La vera ricchezza delle Apuane non è il marmo sbriciolato per l’industria chimica, ma il paesaggio, la cultura e la capacità di generare futuro. È questa la sfida che dobbiamo cogliere: costruire una Toscana che scelga la sostenibilità e il Buon Vivere al posto di un modello estrattivo che ha già dimostrato tutti i suoi limiti.

Io credo così tanto nella necessità di uno sviluppo alternativo che, se sarò eletto, donerò 1.000 euro mensili del mio stipendio da consigliere regionale per avviare una fondazione capace di intercettare fondi da tutto il mondo e finanziare la rinascita dei nostri territori.