Proposta Politica: Riconoscere e Valorizzare la Figura degli Educatori Scolastici in Toscana
Introduzione
Gli educatori scolastici rappresentano una categoria essenziale per una inclusione effettiva di tutti gli studenti con bisogni educativi speciali, disabilità o fragilità sociali, garantendone il diritto costituzionalmente riconosciuto alla frequenza scolastica.
Gli educatori lavorano in parallelo ed in modo complementare agli insegnanti di sostegno, operando nelle aree dell' autonomia, socializzazione comunicazione e aspetti metà cognitivi.
Rappresentano un elemento di continuità per gli studenti durante i vari cicli di studio affiancandoli nella loro quotidianità scolastica e sono un punto di riferimento per le famiglie.
Eppure, questa categoria è oggi tra le più fragili: eterna precarietà, stipendi bassissimi, mancato riconoscimento professionale e assenza di reddito nei mesi estivi; al contempo viene richiesto un titolo universitario per l' accesso alla professione, alta professionalità e formazione continua. Una contraddizione inaccettabile per un sistema educativo che dovrebbe essere basato su equità, dignità e continuità.
La Situazione Attuale
Contratto di lavoro povero: il CCNL delle Cooperative Sociali nel quale sono inquadrati gli educatori è uno dei contratti più poveri e con meno diritti.
Nessuna retribuzione estiva e per tutte le altre chiusure della scuola ( neve, assemblee, elezioni, ecc ): a differenza di altri operatori scolastici, non hanno copertura di reddito.
Carichi di lavoro elevati: il loro contratto prevede un full time di 38 ore settimanali frontali ( gli insegnanti ne lavorano fra le 18 e 22 alla settimana) svolgendo un' attività altamente usurante a livello psicologico, emotivo e fisico.
Bandi al massimo ribasso: le gare d’appalto dei Comuni e delle scuole determinano condizioni di lavoro peggiorative per l' educatore sul quale viene scaricato il rischio d'impresa.
Proposte di Intervento per la Toscana
1. Creazione di un Ammortizzatore Sociale Regionale Estivo
La Regione Toscana, in collaborazione con i Comuni e le Aziende USL, può istituire un fondo dedicato per garantire una copertura economica nei mesi estivi, impedendo che gli educatori si trovino a reddito zero.
Il fondo potrebbe essere finanziato con una combinazione di risorse regionali e fondi europei (FSE+, PNRR, programmi di inclusione sociale).
2. Internalizzazione Progressiva della Figura degli Educatori
La Regione Toscana deve farsi promotrice, presso il Governo nazionale, di una riforma che riporti gli educatori scolastici dentro l’alveo del personale pubblico della scuola, con riconoscimento pieno del loro profilo professionale tenendo conto del lavoro svolto fino ad ora.
Creazione di un “ruolo regionale ponte” che, in attesa della riforma nazionale, possa dare stabilità contrattuale.
Ai fini di giustizia ed equità sociale non è accettabile che lavoratori che operano all'interno di una stessa istituzione siano trattati in maniera così disuguale, creando lavoratori di serie A e di serie B.
Da qui la necessità di uniformare la figura dell' educatore scolastico dal punto di vista dei diritti al personale docente e non.
3. Tutela dal Burnout e Formazione Continua
Attivazione di un piano regionale di prevenzione del burnout per gli operatori educativi, con sportelli psicologici dedicati e supervisioni periodiche.
Finanziamento di percorsi di formazione permanente e riconoscimento delle competenze (con crediti formativi spendibili anche per concorsi pubblici futuri).
4. Stop ai Bandi al Ribasso
Revisione dei criteri dei bandi comunali e scolastici: stop al massimo ribasso e introduzione di clausole sociali vincolanti.
Valutazione degli appalti sulla base della qualità dei progetti educativi, del livello retributivo del personale e della stabilità contrattuale.
Buone pratiche da altre regioni
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Friuli Venezia Giulia: percorsi di stabilizzazione del personale educativo tramite convenzioni dirette con enti locali.
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Provincia Autonoma di Trento: contratti più stabili per educatori dei servizi integrativi scolastici, riducendo precarietà.
Conclusione
Se vogliamo una Toscana all’avanguardia sui diritti dei lavoratori e sull’inclusione scolastica, dobbiamo riconoscere e valorizzare gli educatori scolastici.
Questo significa:
✅ garantire qualità della scuola e continuità educativa,
✅ difendere il diritto al lavoro dignitoso,
✅ costruire una credibile alternativa di centro-sinistra fondata su giustizia sociale e attenzione al mondo reale del lavoro.